problemi nostri-paure di tutti

 

Entrando ogni giorno in contatto con i problemi e le difficoltà di decine di persone, mi sono resa conto che hanno tutti origine nel sentimento della paura: paura di non essere accettati, paura di rimanere soli, paura di perdere il controllo della propria vita, paura di ammalarsi... Agiamo, tutti, in quanto  mossi  dalla paura...
Ed è per questo motivo  che sono alla ricerca di   tutto ciò che potrà eliminare o diminuire le mie  paure... permettendo, così,  alla mia mente  di avere una visione  più chiara  di quello  che mi accade...
..... un  solo sentimento non può  distorcere   le immagini,  a tal punto, da farci vedere solo il nero....
Thursday 5 march 2009 4 05 /03 /Mar /2009 00:06
 
Le metafore e le storie fanno parte integrante della vita.

Fin dalla più tenera età, ascoltiamo storie e diventiamo noi stessi parte delle storie che vediamo ed ascoltiamo. Ed esse diventano una parte di noi.
Questo processo di fare nostro e collegare alla nostra vita ciò che sentiamo dire da altri è una cosa naturale quanto vivere.

Usiamo storie per comprendere tanto noi stessi, quanto il mondo che ci circonda.

Parliamo con noi stessi quasi di continuo.. e ci raccontiamo storie...

Il problema, però, è che quello che ci raccontiamo tende ad incidersi nella nostra mente, facendoci diventare rigidi, limitando la nostra flessibilità e creatività.

Essere disposti a criticare la storia che ci siamo raccontati, può aiutarci a risolvere i problemi.

Pensate ad un'occasione in passato in cui avete risolto un problema importante: quasi sempre, dopo averlo superato con successo, finiamo per raccontare una storia diversa da quella che raccontavamo all'inizio, quando il problema persisteva.

Scrivere una storia diversa mentre viviamo il problema può aiutarci a superarlo.

Cambia la storia e cambierai il problema.

(Sid Jacobson, tratto da "PNL per il Problem Solving")
Di merj g. - Vedi 2 commenti - Scrivi un commento
Friday 6 march 2009 5 06 /03 /Mar /2009 19:05

Ogni volta che un pettegolezzo o una maldicenza mi starà per rovinare la giornata, ho deciso che mi ripeterò questa storiella.

C’erano una volta, un uomo, un asino ed un bambino che se ne andavano in giro per il paese. La gente vedendoli diceva: “Però come è sciocco quell’uomo che avendo un asino se ne va a piedi!".
Allora l’uomo salì sull’asino e la gente diceva: “ Beh, ma quanto è egoista quell’uomo: lui va con l’asino e lascia il bambino a piedi!”.

Allora l’uomo scese dall’asino e fece salire il bambino, ma tutti dicevano: “ Ma guarda che stupido, il bambino che è forte lo porta con l’asino e lui, invece, che è avanti con gli anni, va a piedi!”.
Allora l’uomo salì sull’asino insieme al bambino, ma tutti dicevano: “ Che crudeltà, due sull’asino!”.
Allora l’uomo scese dall’asino e se lo mise sulle spalle, e allora la gente cominciò a dire, come all’inizio: “ Ma quanto è sciocco quell’uomo, invece di farsi portare dall’asino, è lui a portare l’asino! ”*.

Come diceva Schopenhauer**,  a chiunque piace avere un’opinione su ogni cosa, senza però che si abbia la voglia di impegnarsi in una indagine approfondita. Ed a tale opinione – intesa come semplice pensiero della mente di estranei - non può riconoscersi alcun valore, almeno fino a quando non ha la capacità di influire all’esterno, e quindi anche su di noi.

Partiamo dal presupposto che, fino a quando non ne veniamo a conoscenza, il pensiero che gli altri hanno  di noi, non può influenzarci e quindi non esiste.
Ma quand’anche qualcuno dovessere riferircelo, se non ha una influenza diretta nella nostra vita, ci sarà molto utile fare finta di non esserne mai venuti a conoscenza.
Nei casi in cui, invece, l'opinione altrui avrà la capacità di influenzare la nostra vita, ci basterà pensare alla storia dell’uomo e dell’asino ed al fatto che  il pensiero degli altri, quasi sempre, risponde solo all’esigenza incontrollabile dell’essere umano di esprimere un’opinione su ogni cosa...

*(la storiella dell’uomo e dell'asino è stata raccontata dal Silvano Agosti ne: "Il volo del mattino" del 05 marzo 2009).
**Arthur Schopenhauer, L'arte di farsi rispettare, Adelphi.

Di merj g. - Vedi 1 commenti - Scrivi un commento
Saturday 7 march 2009 6 07 /03 /Mar /2009 22:54

A 3 anni cominciai a frequentare l’asilo del mio paese  gestito dalle suore. Ricordo che l’istituto in cui mio padre mi accompagnava tutte le mattine era simile ad un labirinto, con tante stanze, alcune enormi, altre piccole e tutte collegate tra loro. Ricordo anche che c’era un lungo corridoio che portava alle aule dove si svolgevano le lezioni ed alla sala-mensa. All’inizio di quel corridoio c’era la statua della Madonna posta su un piedistallo. Le suore ci tenevano molto al fatto che dovevamo  baciarle i piedi – e non il serpente (ce lo ripetevano sempre!)– ogni volta che le passavamo vicino. Non era però una cosa semplice, perchè essendo molto alta,  per arrivare a toccarla, dovevamo alzarci  sulle punte. .

Finito l’asilo, non ho più rimesso piede in quell’istituto per 15 anni e cioè  fino a quando un giovedì di Pasqua non ci tornai con il mio ragazzo. Per strada,  mentre andavamo, gli raccontavo  di quella statua della Madonna, di quanto fosse grande, della sua bellezza, della sua maestosità… di come sembrasse proteggere tutti dall’alto.

Quando arrivammo… la sorpresa! Non potevo credere ai miei occhi! La statua  era piccola, molto piccola! Il piedistallo su cui si trovava  era non più alto di 70-80 cm e tanto era grande la  statua posta al di sopra. Il mio ragazzo, mi guardò ridendo e disse: “Sarebbe questa la statua imponente di cui mi parlavi?.. avresti dovuti sottolineare il fatto che l’ultima volta che l’hai vista avevi 5 anni!

Aveva ragione. Avevo usato degli aggettivi per descrivere qualcosa, ma avevo omesso di dire che quella statua era enorme perché era rapportata all’ altezza di una bambina dell’asilo!

Cosa voglio dire con questo? Che spesso  quando usiamo gli aggettivi per descrivere qualcosa o qualcuno, omettiamo di dire a chi ci ascolta  il termine di paragone che stiamo usando. Dire semplicemente che una persona è  alta o bassa, bella o  brutta, magra o grassa, dolce o  aggressiva , non ha in realtà alcun significato universalmente riconosciuto …

E lo stesso fanno gli altri  con noi! A me è successo spesso…

L’ultima volta è stato un paio d’anni fa. Entrai in depressione perché  il ragazzo che frequentavo da qualche mese,  un giorno, durante una normale chiacchierata,  mi disse: “sei assillante, mi togli l’aria!”.

Proprio non capivo! Io, assillante?!? Ma se fino ad allora ogni ragazzo con cui avuto avuto una relazione  mi aveva sempre rimproverato di essere troppo schiva, di non prendere mai l’iniziativa, di non  chiamare mai! Idem, le amiche! Proprio non riuscivo a capire! Per un anno (tanto è durata la storia) sono stata attentissima a non fargli pesare la mia presenza, a non chiamarlo, a non mandargli  più di un sms al giorno, a non dirgli mai se voleva uscire..uno stress…

Purtroppo quando mi confessò che il suo termine di paragone era la sua ex ragazza, che lui aveva, a sua volta,  accusato di essere  miss-iceberg, il danno era oramai fatto…

Se l'avessi saputo prima,  invece di deprimermi, avrei potuto gioire … perché sarebbe stato come sentirmi dire  che ero una persona con una sana voglia di dimostragli il mio affetto!

Morale della favola: Quando qualcuno esprime un giudizio, fatevi dire qual è il suo termine di paragone, altrimenti meglio ignorarlo.

 

Di merj g. - Vedi 1 commenti - Scrivi un commento
Friday 17 april 2009 5 17 /04 /Apr /2009 18:21

“Negli ultimi trentatrè anni  ho guardato nello specchio ogni mattina e mi sono chiesto:«Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?». Ed ogni volta che la risposta è stata «No» per troppi giorni di fila, sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa…

Quasi tutto – le aspettative, l’orgoglio, la paura del disagio e del fallimento – di fronte alla morte tutto  ciò semplicemente svanisce, lasciandoci solo quello che conta davvero. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare la trappola di pensare di avere qualcosa da perdere”.

(Steve Jobs, CEO di Apple Corporation, tratto dal discorso in occasione del ricevimento della laurea ad honorem della Stanford University)

 

Di merj g. - Vedi 0 commenti - Scrivi un commento
Saturday 18 april 2009 6 18 /04 /Apr /2009 17:30

Un negoziante stava appendendo sulla porta un cartello con su scritto: “CUCCIOLI IN VENDITA”.

Sotto il cartello comparve poco dopo un bambino. “A quanto vende i cuccioli?” domandò.

Il negoziante rispose: “A vari prezzi, tra i 30 ed i 50 dollari”.

Il bambino mise la mano in tasca e tirò fuori alcuni spiccioli. “Io ho 2 dollari e 37, posso vederli?

Il negoziante sorrise emettendo un fischio e dalla cuccia uscì fuori Lady seguita da cinque piccoli batuffoli di pelo. Un cucciolo rimaneva decisamente indietro. Il bambino individuò il cucciolo zoppicante e chiese: “Cos’ha che non va questo cagnolino?”. Il negoziante spiegò che il veterinario aveva visitato il cucciolo ed aveva scoperto che gli mancava una cavità nell’anca. Avrebbe zoppicato per sempre.

Il bambino si entusiasmo: “E’ questo il cucciolo che voglio comprare!

No, non devi comprarlo! Se proprio lo vuoi te lo regalo!”. Il bambino si arrabbiò. Guardo fissò negli occhi il negoziante, puntando il dito, e disse: “Non voglio che me lo regali. Quel cagnolino vale tanto quanto gli altri ed io pagherò il prezzo intero. Adesso le darò 2 dollari e 37 cent, poi le darò 50 cent ogni mese finchè non l’avrò pagato tutto”. Il negoziante ribattè “Ma non potrà mai correre e giocare con te come gli altri cuccioli”.

 A questo punto il bambino si chinò ed arrotolò i pantaloni, rivelando una gamba sinistra storpia avvolta in un sostegno metallico. Guardò il negoziante e disse dolcemente: “Beh, neanch’io corro tanto bene ed il cucciolo avrà bisogno di qualcuno che lo capisca”.

 

Tratto da “Brodo caldo per l’animaCanfield/Hansen, Armenia, Milano, 1995.

 

Morale della storia: le condizioni difficili che la vita ci ha riservato,  sono anche quelle che ci permettono di comprendere ciò che gli altri sfugge.

Di merj g. - Vedi 1 commenti - Scrivi un commento

Profilo

  • merj g.
  • Blog di merj g.
  • Donna
  • puglia
  • Ho quasi 33 anni e ogni giorno entro in contatto con i problemi e le difficoltà di decine di persone...

Perchè? Leggi il I° post...

  • : Blog di merj g.
  • Blog di merj g.
  • : pnl paure gioie stress ansie Filosofia
  • : Ci comportiamo in base alla storia che ci siamo raccontati: cambiando la storia possiamo cambiare il modo di vedere le cose. Annoterò in questo blog tutto ciò che mi aiuterà a raccontarmi una storia diversa, facendomi vivere meglio.
  • Segnala questo blog
  • Torna alla home

Calendario

January 2012
M T W T F S S
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31          
<< < > >>

Syndication

  • Feed RSS degli articoli
 
Crea un blog gratis su over-blog.com - Contatti - C.G.U. - Remunerazione in diritti d'autore - Segnala abusi