Saturday 7 march 2009
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22:54
A 3 anni cominciai a frequentare l’asilo del mio paese gestito dalle suore. Ricordo che l’istituto in cui mio padre mi accompagnava tutte le mattine era simile ad un labirinto, con tante stanze, alcune enormi, altre
piccole e tutte collegate tra loro. Ricordo anche che c’era un lungo corridoio che portava alle aule dove si svolgevano le lezioni ed alla sala-mensa. All’inizio di quel corridoio c’era la statua
della Madonna posta su un piedistallo. Le suore ci tenevano molto al fatto che dovevamo baciarle i piedi – e non il serpente (ce lo ripetevano
sempre!)– ogni volta che le passavamo vicino. Non era però una cosa semplice, perchè essendo molto alta, per arrivare a toccarla, dovevamo alzarci
sulle punte. .
Finito l’asilo, non ho più rimesso piede in quell’istituto per 15 anni e cioè
fino a quando un giovedì di Pasqua non ci tornai con il mio ragazzo. Per strada, mentre andavamo, gli raccontavo di quella statua della Madonna, di quanto fosse grande, della sua bellezza, della sua maestosità… di come sembrasse proteggere tutti
dall’alto.
Quando arrivammo… la sorpresa! Non potevo credere ai miei occhi! La statua era piccola, molto piccola! Il piedistallo su cui si trovava era non
più alto di 70-80 cm e tanto era grande la statua posta al di sopra. Il mio ragazzo, mi guardò ridendo e disse: “Sarebbe questa la statua imponente
di cui mi parlavi?.. avresti dovuti sottolineare il fatto che l’ultima volta che l’hai vista avevi 5 anni!”
Aveva ragione. Avevo usato degli aggettivi per descrivere qualcosa, ma avevo omesso di
dire che quella statua era enorme perché era rapportata all’ altezza di una bambina dell’asilo!
Cosa voglio dire con questo? Che spesso
quando usiamo gli aggettivi per descrivere qualcosa o qualcuno, omettiamo di dire a chi ci ascolta il termine di paragone che stiamo
usando. Dire semplicemente che una persona è alta o bassa, bella o brutta, magra o grassa, dolce o
aggressiva , non ha in realtà alcun significato universalmente riconosciuto …
E lo stesso fanno gli altri con noi! A me è
successo spesso…
L’ultima volta è stato un paio d’anni fa. Entrai in depressione perché il ragazzo che frequentavo da qualche mese, un giorno, durante una normale chiacchierata, mi disse: “sei assillante, mi togli l’aria!”.
Proprio non capivo! Io, assillante?!? Ma se fino ad allora ogni ragazzo con cui avuto
avuto una relazione mi aveva sempre rimproverato di essere troppo schiva, di non prendere mai l’iniziativa, di non chiamare mai! Idem, le amiche! Proprio non riuscivo a capire! Per un anno (tanto è durata la storia) sono stata attentissima a non fargli pesare la mia presenza,
a non chiamarlo, a non mandargli più di un sms al giorno, a non dirgli mai se voleva uscire..uno stress…
Purtroppo quando mi confessò che il suo termine di paragone era la sua ex ragazza, che
lui aveva, a sua volta, accusato di essere miss-iceberg, il danno era oramai
fatto…
Se l'avessi saputo prima, invece di
deprimermi, avrei potuto gioire … perché sarebbe stato come sentirmi dire che ero una persona con una sana
voglia di dimostragli il mio affetto!
Morale della
favola: Quando qualcuno esprime un giudizio, fatevi dire qual è il suo termine di paragone, altrimenti meglio
ignorarlo.